Sostegno ai giovani professionisti, formazione e collaborazione con gli enti locali tra le priorità del nuovo presidente
Un Ordine professionale sempre più aperto al territorio, al dialogo con le Istituzioni e alla valorizzazione delle competenze professionali. È questa la direzione indicata da Carmine Ferrara, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Avellino, che guarda al prossimo quadriennio con l’obiettivo di rafforzare il ruolo sociale della categoria e consolidare le relazioni con enti, professionisti e cittadini.
Presidente Ferrara, quali sono le principali prospettive dell’Ordine per i prossimi quattro anni?
“Il prossimo quadriennio rappresenta una sfida importante. Negli ultimi mesi l’ordine è stato impegnato in modo significativo nella gestione della nuova sede, un progetto che ha richiesto risorse e attenzione. Oggi, però, vogliamo andare oltre la dimensione interna dell’Ordine. Il nostro obiettivo è aprirci sempre di più alla società civile, alle Istituzioni e alle altre professioni, mettendo le nostre competenze a disposizione del territorio e contribuendo attivamente alla crescita della comunità”.
In che modo intendete rafforzare il legame con il territorio?
“Vogliamo essere presenti nella vita della provincia, partecipando a iniziative culturali, sociali e istituzionali. I commercialisti sono certamente tecnici e professionisti, ma sono anche cittadini profondamente legati al contesto in cui vivono e operano. Per questo crediamo sia fondamentale costruire relazioni, fare rete e collaborare con tutte le realtà che possono contribuire allo sviluppo del territorio”.
Quanto conta il dialogo con le Istituzioni locali?
“È fondamentale. Riteniamo che sia necessario creare un rapporto sempre più stretto con gli enti territoriali, in particolare con i Comuni, che rappresentano il livello istituzionale più vicino ai cittadini e alle imprese. Non vogliamo sostituirci a nessuno né occupare spazi che non ci competono. Vogliamo semplicemente mettere a disposizione le nostre conoscenze e la nostra esperienza professionale per offrire un contributo concreto ai processi decisionali e amministrativi”.
Avete già avviato iniziative in questa direzione?
“Sì. Abbiamo già collaborato con alcune amministrazioni comunali su temi di interesse collettivo, come ad esempio gli incontri informativi legati alle misure di definizione agevolata e alla fiscalità locale. Sono attività che confermano la volontà dell’Ordine di essere un interlocutore qualificato e disponibile per il territorio”.
Tra gli obiettivi del Consiglio c’è anche il rafforzamento delle relazioni con gli altri Ordini professionali?
“Assolutamente sì. Crediamo molto nel lavoro di squadra. Stiamo consolidando rapporti sempre più stretti con gli altri Ordini dei commercialisti della Campania e con il Consiglio nazionale. Lavorare insieme ci consente di affrontare questioni comuni con maggiore forza e di ottenere risultati che, singolarmente, sarebbero più difficili da raggiungere. Fare sistema è una necessità e rappresenta uno dei pilastri della nostra azione”.
Il prossimo 9 luglio l’Ordine celebrerà la sua tradizionale festa estiva in una location la cui scelta non è stata affatto casuale. Che significato ha?
“Abbiamo scelto di organizzare l’evento presso l’Istituto Agrario e la Scuola Enologica di Avellino, un luogo simbolico per la città e per l’intera provincia. È una scuola, quindi un luogo di formazione e crescita, ma è anche fortemente legata alla tradizione vitivinicola del nostro territorio. I vigneti che caratterizzano l’Irpinia rappresentano infatti un patrimonio identitario, culturale ed economico di straordinario valore, capace di raccontare la storia e le eccellenze di questa terra. La scelta della location vuole trasmettere proprio un messaggio di appartenenza, di valorizzazione delle nostre radici e delle produzioni che rendono l’Irpinia conosciuta nel mondo, senza dimenticare l’attenzione alle nuove generazioni e alla loro formazione”.
Quali altre attività avete in programma per i prossimi mesi?
“Abbiamo già costituito le commissioni tematiche che opereranno nelle diverse aree professionali. L’obiettivo è organizzare incontri, eventi formativi e momenti di approfondimento capaci di coinvolgere professionisti provenienti anche da altre realtà territoriali. Vogliamo continuare a investire nella formazione e nell’aggiornamento dei nostri iscritti, favorendo al tempo stesso occasioni di confronto e crescita professionale. Tra i progetti che intendiamo sviluppare vi è anche l’organizzazione di short master e percorsi formativi specialistici, dedicati alle principali aree di interesse della professione, con l’obiettivo di offrire ai colleghi strumenti sempre più qualificati per affrontare le sfide del mercato e le continue evoluzioni normative. Puntiamo a creare occasioni di alta formazione che possano attrarre competenze e professionalità anche da fuori provincia, contribuendo alla crescita dell’intera categoria.”
Oggi il commercialista è sempre più percepito come consulente e partner delle imprese. Condivide questa evoluzione?
“Sì, ed è un aspetto che intendiamo valorizzare ulteriormente. Il commercialista non è soltanto un professionista chiamato a gestire adempimenti fiscali o contabili, ma può essere un vero consulente strategico per imprese, enti e amministrazioni. Possiamo offrire competenze tecniche, capacità di analisi e contributi progettuali utili per affrontare le sfide della modernità”.
Che messaggio si sente di rivolgere ai giovani laureati che stanno valutando di intraprendere questa professione?
“Direi loro di avere fiducia. È vero che negli ultimi anni le professioni ordinistiche hanno perso parte della loro attrattività e che il percorso richiede impegno e sacrificio. Tuttavia esistono ancora importanti opportunità. La professione offre numerosi ambiti di specializzazione e consente di costruire percorsi professionali molto diversi tra loro. Ai giovani consiglio di avvicinarsi con curiosità, di investire nella formazione e di credere nelle proprie capacità”.
L’Ordine dedica particolare attenzione ai giovani professionisti?
“Senza dubbio. Coinvolgere le nuove generazioni è una priorità concreta e non soltanto dichiarata. Negli anni abbiamo inserito giovani colleghi nei nostri organismi e nelle commissioni di lavoro, favorendo la loro partecipazione attiva alla vita dell’Ordine. Vogliamo continuare su questa strada, creando opportunità di crescita e valorizzazione delle competenze”.
Infine, quale messaggio desidera lasciare alla comunità professionale e al territorio?
“Vorrei ribadire un concetto semplice ma fondamentale: dobbiamo fare rete e lavorare insieme. Solo attraverso la collaborazione tra professionisti, istituzioni, imprese e cittadini possiamo affrontare le sfide che ci attendono. L’Ordine dei Commercialisti di Avellino è pronto a fare la propria parte, mettendo a disposizione competenze, esperienza e spirito di servizio”.